Docufilm Generazione Blu - Un augurio di buon inizio anno scolastico

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Cari studenti e docenti,

anche quest'anno vogliamo inaugurare con voi il nuovo anno scolastico ricordando quanto importanti ed entusiasmanti siano state le attività realizzate insieme durante quello passato. 

Vi mostriamo dunque questa breve clip che ripercorre i momenti salienti del progetto "Generazione Blu" e delle sue "Giornate del Mare 2021" ormai arrivate alla loro terza edizione.

Giornate dedicate alla presa di coscienza ambientale, alla conoscenza delle specie marine protette, alla partecipazione attiva a favore della buona salute degli oceani, dove i protagonisti indiscussi sono dei giovanissimi Ambasciatori del Mare carichi di sogni e buona volontà, provenienti da diversi Istituti Scolastici di Catania e provincia.

Vogliamo quindi augurare a tutti voi un buon nuovo anno scolastico ricco di nuove esperienze, scoperte, e occasioni di crescita che alimentino sempre più i buoni propositi di questa nuova Generazione Blu, della quale saremo sempre a fianco per raggiungere assieme un futuro migliore.

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Ricordiamo che il progetto "Generazione Blu" è stato ideato e promosso dall'Associazione MareCamp con il sostegno di Etnafood - McDonald's Catania, la collaborazione del GreenCatania Movement, e il patrocinio di: DG MARE della Commissione Europea, ACCOBAMS, Regione Siciliana - Assessorato dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea - Dipartimento della Pesca Mediterranea, Comune di Catania, Comune di Aci Castello, Guardia Costiera di Catania, CONI - Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Area Marina Protetta "Isole Ciclopi", L'Ora del Mare - Centro di Ricerca dell'Università di Catania, Club Nautico Catania, Friend Of the Sea.

Buona visione!  

Il team Marecamp  

 

>> Scarica il Comunicato stampa odierno di presentazione del Docufilm "Generazione Blu"

Vai agli album fotografici coi momenti salienti delle Giornate del Mare 2021:

>> Conferenza Stampa e premiazione Contest "Generazione Blu" - 16/06/2021

>> Dolphin watching e Sea cleanup coi giovani Ambasciatori del Mare - 03/07/21

>> Dolphin watching e Sea cleanup coi giovani Ambasciatori del Mare - 04/07/21

>> Pulizia volontaria della scogliera di Aci Castello con i volontari del GreenCatania Movement - 05/07/21

 


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Cetologo che passione! Al via un nuovo progetto di MareCamp per i ragazzi diversamente abili, sostenuto dai Lions Catania Alcantara

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Sabato 29 maggio 2021, ore 10:00, Club Nautico Catania, Porto di Catania

 

Sono 8 giovani amanti del mare carichi di energie e pronti a salpare quelli che vedete in foto.

MareCamp, associazione costantemente attenta alla tutela dell’ambiente marino e ad una sua fruizione responsabile, nonché da sempre sensibile verso le tematiche sociali che coinvolgono la disabilità, ha ideato per loro il nuovo progetto "CETOLOGO CHE PASSIONE!" che prevede un percorso formativo estivo con attività teorico-pratiche, durante il quale i ragazzi impersoneranno la figura del ricercatore per raccogliere dati in mare e conoscere i cetacei del golfo di Catania guidati dai biologi marini e tecnici federali dell'associazione.

Entusiasti i partecipanti all'inaugurazione di questa mattina, e orgogliosa MareCamp di perseguire con i giovani la sua mission di salvaguardia e conoscenza del mare, e di inclusione sociale.

Il progetto coinvolge i ragazzi dell'Associazione Famiglie Persone Down, ed è sostenuto dal Lions Club Catania Alcantara il quale da anni opera a favore del miglioramento di servizi e opportunità per la comunità catanese.

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I laboratori galleggianti del Golfo di Catania sono pronti a partire!

Nell'ambito del progetto "Interazione tra cetacei e piccola pesca costiera artigianale" (leggi qui l'approfondimento) che prevede un'indagine territoriale presso le flotte di tutta la costa orientale siciliana e un monitoraggio specifico nelle acque del Golfo di Catania, dopo il nulla osta del Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana (Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea) abbiamo adesso ottenuto l'autorizzazione all'imbarco scientifico sui pescherecci da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale - Direzione Generale per la vigilanza sulle Autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne).

Ringraziamo Capo Russo della Capitaneria di Porto di Catania per il suo sostegno lungo tutto l'iter e possiamo finalmente dichiarare di essere pronti per gli imbarchi!

In basso, osservatori e pescatori dei "Laboratori galleggianti" al momento della sigla dell'accordo di rete presso la Guardia Costiera di Catania. Da sinistra: Gabriele Galasso (osservatore), Clara Monaco (osservatore e direttore di progetto), Salvatore Saglimbene (pescatore), Sebastiano Stabile (pescatore), Dario Garofalo (presidente e comandante Marecamp), Santo Castorina (pescatore), Stefano Floridia (osservatore), Vincenzo Garozzo (osservatore), Alessandra Raffa (osservatore).

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MareCamp da il via alla Generazione Blu!

Trasmettiamo di seguito il comunicato stampa odierno che informa sull'avvio del progetto "Generazione Blu" e della prossima Giornata Nazionale del Mare.

A presto con ulteriori aggiornamenti!

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Locandina Contest Generazione Blu Marecamp2021

 

Interazione tra cetacei e pesca artigianale: parte il progetto di ricerca pilota a Catania

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Le marinerie di tutto il mondo, così come la comunità scientifica, concordano col ritenere i delfinidi i maggiori competitori naturali del pescatore artigianale.

Sebbene l’interazione pesca-cetacei costituisca un fenomeno antico, i pescatori del Mediterraneo lo percepiscono come una problematica in costante aumento, soprattutto per la pesca costiera artigianale [1]. Tale millenaria competizione è principalmente dovuta al fatto che sia gli uomini che i cetacei sfruttano le risorse presenti in mare per soddisfare il proprio fabbisogno alimentare e, unita alla crescente riduzione delle risorse ittiche, può generare effetti negativi sia sull’economia della pesca che sullo stato di conservazione dei cetacei [2]. 

La distribuzione prevalentemente costiera di talune specie di delfino, spinge dunque quest’ultimo ad attuare un comportamento opportunistico avvicinandosi in modo volontario agli attrezzi di pesca con lo scopo di sfruttare quella la risorsa comune che è la sua preda, con guadagno della risorsa per il delfinide a svantaggio del pescatore.

Attualmente, l’unica proposta risolutiva alla questione dell’interazione pesca-cetacei è rappresentata da dissuasori acustici (pinger e DiD) apposti sulle reti che dovrebbero tenere i delfini lontani da queste. I pescatori e diversi studi sul caso hanno però evidenziato come tali dispositivi non siano adatti a tutti gli attrezzi di pesca, e non funzionino come promettono o comunque non nel lungo termine [3].

Dati i pregressi casi di interazione documentati presso le marinerie catanesi, e la crescente esigenza di comprendere al meglio le dinamiche di depredazione del pescato nonché di danneggiamento degli attrezzi, l’associazione catanese Marecamp, con il sostegno finanziario dell’organizzazione Low Impact Fishers of Europe (LIFE), ha appena avviato il progetto “Interaction between cetaceans and small scale fisheries in Sicily” con lo scopo di approfondire le indagini in Sicilia orientale e sensibilizzare le amministrazioni sul problema per favorire lo sviluppo di nuove strategie di mitigazione.

Lo studio si focalizzerà anche sullo sforzo di pesca della flotta artigianale locale, sull’incidenza dei casi di interazione con stime sul danno economico, e sull’accertamento di eventuali casi di bycatch.

Il responsabile scientifico dell’associazione, Dr Clara Monaco, dirigerà i lavori che nei prossimi mesi coinvolgeranno, oltre ai biologi marini di Marecamp, circa 40 pescatori, stagisti universitari, e gli esperti di bio-acustica dell’associazione partner eConscience.

Il progetto è pronto per essere replicato in altre aree del Mediterraneo grazie al supporto di LIFE, piattaforma europea creata dai pescatori per i pescatori, che dal 2012 riunisce diverse organizzazioni locali con l’obiettivo principale di rappresentare una voce chiara e coerente per i numerosi pescatori europei che lavorano su piccola scala e che utilizzano attrezzi e metodi con un basso impatto sull’ambiente, ma che fino ad oggi non hanno beneficiato di una rappresentanza efficace e mirata che soddisfi le loro esigenze sia a livello europeo che nazionale, con la possibilità di sviluppare insieme soluzioni a problemi comuni.

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APPROFONDIMENTI  
Secondo FAO e UE, la piccola pesca artigianale corrisponde a quell’attività professionale di prelievo ittico esercitata a bordo di imbarcazioni inferiori ai 12 metri fuori tutto, senza braccia trainanti, che spesso dispongono di autorizzazioni multiple per alternare l’uso degli attrezzi di pesca in funzione della variabilità ambientale. Essa è praticata entro le 12 miglia nautiche dalla costa e per dei brevi soggiorni in mare che non superano le 24 ore. Il raggio di pesca è limitato, gli investimenti relativamente bassi, il salario poco elevato, le catene d’approvvigionamento ed i circuiti di commercializzazione corti. Inoltre, gli attrezzi utilizzati, come le reti da posta derivanti, gli ami, le nasse, sono tra i più selettivi, e, generalmente, producono un impatto minore sulle risorse marine viventi. È per questo che la pesca artigianale costiera è considerata come la forma di pesca più sostenibile da un punto di vista sociale, economico ed ambientale, e risulta essenziale per lo sviluppo socio-economico delle comunità costiere, sulle quali ha un’importante incidenza territoriale [4].  

I delfini sono cetacei, mammiferi tra le specie marine che meglio testimoniano lo stato di salute di mari e oceani, poiché elementi fondamentali della biodiversità marina e importanti indicatori dello stato di qualità dell’ambiente in cui vivono. Tra i delfinidi presenti più di frequente nei pressi delle aree costiere mediterranee vi sono la stenella striata, il grampo, il delfino comune e, primo tra tutti, il tursiope. Il grado di intelligenza di quest’ultimo, misurato attraverso il coefficiente di encefalizzazione (EQ), è pari a 5.6, valore al di sotto di quello ottenuto nell’uomo (7.5) ma ben al di sopra di altri mammiferi, inclusi i primati (2.5) [5]. Tale intelligenza favorisce l’instaurarsi di situazioni di tipo opportunistico, in cui l’attività umana viene utilizzata dall’animale come elemento di vantaggio, che permette quindi a quest’ultimo un risparmio energetico nelle sue attività primarie, quali il procacciarsi il cibo, con conseguenze negative a volte per l’animale stesso (casi di bycatch, ovvero, di cattura accidentale del delfinide), ma più spesso, nel caso della pesca artigianale, per chi svolge l’attività di prelievo ittico [3] [6].

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Interaction between cetaceans and small-scale fisheries in Sicily: a pilot research project is started in Catania

Fleets around the world, as well as the scientific community, agree that delphinids are the major natural competitors of the artisanal fisherman.

Although the interaction between cetaceans and fishery is an ancient phenomenon, Mediterranean fishermen perceive it as an increasing problem, especially for small-scale coastal fishing [1]. This millennial competition is mainly due to the fact that both men and cetaceans exploit the resources present in the sea to satisfy their food needs and, combined with the increasing reduction of marine resources, can generate negative effects both on the fishing economy and on the state of conservation of cetaceans [2].

The mainly coastal distribution of certain dolphin species, therefore, pushes it to implement an opportunistic behaviour by voluntarily approaching fishing gears with the aim of exploiting that common resource which is its prey, with the resource earning for the delphinid and the disadvantage for the fisherman.

Currently, the unique solution to the problem of cetacean-fishing interaction is represented by acoustic dissuaders (pinger and DiD) fixed to the nets that should keep the dolphins away from them. However, fishermen and various studies on the case have shown that these devices are not suitable for all fishing gears, and don’t work as promised or not in the long term [3].

Given the previous cases of interaction documented in the fleet of Catania (Sicily, Italy), and the growing need to better understand the dynamics of depredation of the fish as well as of damage of the gears, the Marecamp association of Catania, with the financial support of the Low Impact Fishers of Europe (LIFE) organization, has just started the project "Interaction between cetaceans and small-scale fisheries in Sicily" with the aim of deepening the investigations in eastern Sicily and sensitizing administrations on the problem in order to favour the development of new mitigation strategies.

The study will also focus on the fishing effort of the local artisanal fleet, on the incidence of interaction cases with estimates on economic damages, and on the assessment of possible cases of bycatch.

The scientific director of the association, Dr Clara Monaco, will direct the works that in the coming months will involve, in addition to the Marecamp marine biologists, about 40 fishermen, university interns, and the bio-acoustics experts of the partner association eConscience.

The project is ready to be replicated in other areas of the Mediterranean thanks to the support of LIFE, a European platform run by fishermen for fishermen, which since 2012 has brought together various local organizations with the main objective of provide a clear and coherent voice at EU level for the previously mainly silent majority of European fishers, who are smaller scale and who use low impact fishing gears and methods, but have historically lacked dedicated and effective representation at European and national level, with the possibility to develop common solutions to common problems.

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[1] Bearzi, G. (2002). Interactions between cetacean and fisheries in the Mediterranean Sea. Cetaceans of the Mediterranean and Black Seas: state of knowledge and conservation strategies. A report to the ACCOBAMS Secretariat, Monaco.

[2] Perrin, W. F., Donovan, G. P., & Barlow, J. (1994). Report of the International Whaling Commission (Special Issue 15). Gillnets and Cetaceans. International Whaling Commission, Cambridge, UK. 629pp.

[3] Monaco, C., Caballé, M., & Peri, I. (2019). Preliminary study on interaction between dolphins and small-scale fisheries in Sicily: learning mitigation strategies from agriculture. Calitatea, Quality-Access to Success, 20(S2): 400-407. Bucarest, March 2019.

[4] Monaco, C. (2016). Co-construction of an Information System of hybrid sustainability and quality indicators to promote Mediterranean small-scale artisanal fisheries. PhD thesis, University of Catania.

[5] Würtz, M., & Repetto, N. (2003). Balene e delfini. White Star.

[6]  Read, A. J., Drinker, P., & Northridge, S. (2006). Bycatch of marine mammals in US and global fisheries. Conservation biology, 20(1), 163-169.